Una vita da Frabì storia di una piccola sarta

Da piccola sono stata molto tempo con una sarta, zia Angelina. Passavo i pomeriggi seduta sui gradini della scala con ago, filo, forbici e avanzi di stoffa, entrando a poco a poco in un mondo fatto di pieghe, calcoli, disegni. Cucivo i vestitini alle bambole come faceva zia per le signore che arrivavano a provare gli abiti. In oratorio seguivo i corsi di ricamo con le suore che mi piaceva riproporre alle amichette durante le vacanze al sud, imitando le donne che preparavano i corredi per le figlie.

Don Carlo era un perfetto regista e con lui abbiamo messo in scena rappesentazioni teatrali con sceneggiature, scenografie, coreografie, costumi. Con i compagni di classe abbiamo progettato diversi spettacoli mettendo in opera quello che avevo imparato. Scelsi la scuola d’arte a cui seguirono le prime esperienze nel settore grafico e fotografico fino ad arrivare al mondo del commercio, del marketing e della comunicazione nel settore del turismo.

A Febbraio 2014 ho fatto un sogno: un atelier con abiti da bambini… al risveglio ho annunciato alla famiglia: ” vi riempio la casa di vestitini…” . In mano ago e filo, nella mente riaffiorano i ricordi e gli insegnamenti. La necessità di lasciarsi andare al flusso delle idee si fa sempre più forte. Pochi mesi dopo incontro Rosa, una sarta italo parigina e da lei ricevo un dono preziosissimo: una macchina da cucire e tante stoffe. È così che da gesti semplici ho riempito davvero la casa di vestitini.